Quarantena

QUARANTENA #2 I bambini

E se tutto fosse solamente un grande gioco? Si, è un grande gioco.

Il più grande torneo di nascondino del mondo. Noi tutti nascosti in casa e le forze armate in giro per le città a cercarci. Immagino che i bambini possano pensarla come me. Sempre meglio che pensare che li fuori ci sia un enorme mostro verde con una grande corona in testa.

Nessuno si nasconde più

“Perché non lo uccidono questo mostro se è così cattivo? Nei film di solito succede così. Beh io un mostro non l’ho mai visto ma sono certo che con una bomba verrebbe sconfitto. Boom! Oppure lo uccide il mio papà, mio papà è fortissimo, il più forte di tutti, però neanche lui esce, forse forse è un po’ fifone ma gli voglio bene lo stesso, e poi adesso che non va al lavoro gioca sempre con me, vorrei che questo periodo non passasse mai. Anche se però un po’ mi dispiace per il mio amico Roberto, lui non vede più la sua mamma da un sacco di giorni, la mamma di Roby lavora in ospedale e dice che per un po’ deve stare lontana. Questi adulti sono proprio strani, proprio adesso che la mamma di Roby potrebbe stare di più con lui lavora sempre, boh. Mamma mi ha detto che la mamma di Roby è un’eroina e che lavora per sconfiggere il virus, non sono sicuro ma penso che, a questo punto, abbia i superpoteri come i personaggi dei cartoni animati. Sono un po’ confuso, ma che ne devo sapere io che ho solo 6 anni”.

Credo sia stato davvero traumatico per i bambini essere, da un giorno all’altro, catapultati in questa situazione. Niente asilo, niente scuola, niente sport, niente corsi pomeridiani, niente amici. Niente di niente. Tutti chiusi in casa senza poter uscire. Senza capirne realmente il perché. Anche perché, diciamocelo, noi grandicelli non l’abbiamo mica capito subito il perché di tutto ciò. E tanti non lo capiscono neanche adesso. Non so chi la viva nel peggiore dei modi, ma so di certo che siamo tutti sulla stessa barca.

Sulla stessa barca

Il problema reale sta nel come affrontarla questa emergenza. Tornando ai bambini, molti di loro avranno o hanno avuto traumi nell’uscire nuovamente fuori, bombardati per settimane dalle notizie dei tg e dai discorsi degli adulti, da tutti quei paroloni che non conoscono e da parole che fanno tanta paura come “morte”. Dopo aver assimilato il concetto che “casa” è l’unico posto sicuro, che non bisogna baciare ed abbracciare le altre persone perché si può prendere il virus, dopo aver visto uscire i genitori per andare a far la spesa con quelle orrende mascherine sul volto, dopo aver dovuto rinunciare a tutto anche se non volevano rinunciarci. Dopo i morti, le prime vittime del covid-19 sono proprio i bambini.

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